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Castelli

Situato tra i torrenti Rio e Leomogna, a 500 metri di altitudine, sotto le "pareti" del Monte Camicia, Castelli è uno dei centri più famosi d’Italia per l’arte e l’artigianato della ceramica. I suoi monumenti, le sue botteghe, la sua attività nota e documentata fin dai tempi preromani ma fiorente soprattutto in età barocca con i Grue e i Gentili, il suo Museo delle ceramiche e l’Istituto Statale d’Arte, ne fanno una delle mete più frequentate del turismo abruzzese. Nella chiesa madre, San Giovanni Battista, tra le altre opere, spiccano una pala maiolicata d’altare di Francesco Grue e un gruppo ligneo del ’200; nella caratteristica via Carmine Gentile, merita una visita la casa di Orazio Pompei, insigne maestro del ‘500; nella chiesa campestre di San Donato (definita da Carlo Levi come “la Cappella Sistina della maiolica italiana”), è possibile ammirare il soffitto maiolicato con mille mattoni dei primi del ‘600 e altri capolavori nel Museo delle ceramiche abruzzesi. Nell’Istituto d’Arte, infine, risiede un grandioso presepio in ceramica con circa cento personaggi a grandezza naturale. Tipica, nel periodo estivo, la mostra mercato della produzione ceramica odierna.

CAP: 64041

POSIZIONE GEOGRAFICA

42.483174399438, 13.712115447834

Il "Presepe monumentale" come ormai viene comunemente chiamato questo complesso scultoreo entrato a buon diritto nella storia della ceramica castellana, è esposto ed è visitabile in appositi locali presso l'Istituto Statale d'Arte "F.A.Grue" di Castelli.

La chiesetta campestre di San Donato è situata a circa un chilometro dal borgo di Castelli.La chiesa castellana di San Donato è un unicum nell’ambito del patrimonio ceramico italiano.

Housed in the former Franciscan convent of Santa Maria in Constantinople, the museum houses numerous works from the early Middle Ages to the present day, donated mainly by the citizens of Castelli. The wonderful objects exhibited in the ancient rooms belong to artists from some famous families such as Grue, Gentili, Cappelletti and Fuina.

Ospitato nell'ex convento francescano di Santa Maria di Costantinopoli, il museo raccoglie numerose opere dall'alto medioevo ai giorni nostri, donate soprattutto dai cittadini di Castelli. I meravigliosi oggetti esposti nelle antiche sale appartengono ad artisti provenienti da alcune celebri famiglie come quella dei Grue, dei Gentili, dei Cappelletti e dei Fuina.

Situato tra i torrenti Rio e Leomogna, a 500 metri di altitudine, sotto le "pareti" del Monte Camicia, Castelli è uno dei centri più famosi d’Italia per l’arte e l’artigianato della ceramica.

All'interno dell'Istituto Statale "F.A.Grue", una scuola che trae dal lontano passato esperienze e tradizioni per proiettarle nel futuro,è ospitato il museo che raccoglie le espressioni ceramiche di artisti contemporanei di tutto il mondo.

Il complesso si può datare intorno a quella che viene chiamata "rinascita Francescana". Il chiostro è circondato da 12 arcate a tutto sesto sostenuto da otto colonne. Lo splendido ciclo di affreschi di ignoto autore, datati 1712, illustra la vita di Maria in 21 grandi lunettoni. Tra questi si aprono 38 medaglioni, molto ormai illeggibili, con effigi di santi.

Also known as the Hermitage of Fra' Nicola, it has a modest appearance and does not show the sacred character of the construction.

Conosciuto anche come Eremo di Fra’ Nicola, ha un aspetto modesto e non mostra il carattere sacro della costruzione. La minuscola chiesetta, costruita dall'ultimo Eremita del Gran Sasso che vi trascorreva le sue giornate in meditazione, è quasi incastonata nella roccia, appoggiata a una parete che si eleva poco oltre la frazione di Pretara, lungo il torrente Ruzzo.

Il primo impianto del castello risale al IX secolo. Appartenne ai Conti di Pagliara o di Collepietro, illustre casato dal quale provenne S. Berardo, vescovo di Teramo dal 1116 al 1122. La famiglia ebbe illustri rappresentanti fra i quali figurano numerosi abati, guerrieri ed uomini di stato ed ebbe il dominio su buona parte della Valle Siciliana per circa 5 secoli.

La chiesa di San Giovanni ad Insulam ,costruita agli inizi del XII secolo e poi modificata alla fine del XIII secolo. è uno dei più importanti edifici religiosi dell'architettura romanica abruzzese. La chiesa è anche conosciuta come San Giovanni al Mavone dall'omonimo fiume su cui essa si trova.

The foundation of the Convent according to the legend would be linked to the presence of St. Francis; for centuries it was entrusted to the conventuals who had to abandon it after the suppression of religious orders by the French. In 1847 it was entrusted to the Passionist fathers.

La fondazione del Convento secondo la leggenda sarebbe legata alla presenza di San Francesco; per secoli fu affidato ai conventuali che dovettero abbandonarlo dopo la soppressione degli ordini religiosi da parte dei francesi. Nel 1847 fu affidato ai padri Passionisti.