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Civita D'Antino e il maestro danese Kristian Zahrtmann

Nella Valle Roveto, su un altopiano che domina l'ampia vallata attraversata dal fiume Liri, sorge Civita D'Antino. Delizioso borgo con notevoli testimonianze del suo passato, prima di Città dei Marsi e poi di Municipio Romano. 

Tra le sue vie aleggia un fascino d'altri tempi, si respira un'aria salubre, si gode di un affascinante panorama e i suoi abitanti semplici e riservati contribuiscono a rendere questo luogo veramente incantevole. Forse queste stesse qualità che attirano oggi molti turisti, in passato, in un lasso di tempo compreso tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, affascinarono un gruppo di artisti danesi che stabilì qui  la sede estiva di una scuola d'arte. Fu il maestro Kristian Zahrtmann che, durante i suoi viaggi alla scoperta dell'Italia meno conosciuta, giunse a Civita d'Antino. Affascinato dalla bellezza dei luoghi, decise di scegliere proprio quel piccolo e sperduto borgo come sua seconda patria. Ogni anno, fino al 1911, ospite della famiglia Cerroni vi trascorse l'estate, tanto che nel 1902 ebbe il riconoscimento di cittadino onorario di Civita d'Antino. In precedenza questo borgo esercitò uguale fascino su altri artisti, ricordiamo nel 1877 il pittore danese Enrik Olrik e prima ancora nel 1843 Edward Lear. 

Il carismatico Kristian Zahrtmann fondò una vera e propria scuola d'arte estiva che divenne punto di riferimento per centinaia d'artisti dal nord Europa, che lì dipingevano, dalla mattina alla sera, paesaggi, scene di vita agreste, ritratti. Nel 1908, a Copenaghen, ci fu una grande mostra in cui esposero più di venti artisti passati per la scuola di Civita d'Antino e da allora centinaia di tele che ritraevano l'Abruzzo entrarono nei musei e nelle collezioni private scandinavi. Inoltre, nel 1911 l'Abruzzo fu presente nella grande esposizione internazionale d'arte organizzata a Roma, in occasione del cinquantenario dell'Unità d'Italia, con le opere di Zahrtmann e altri artisti della sua scuola, tra cui Anders Trulson. Quest'ultimo, morì quello stesso anno a Civita. Nel vecchio cimitero napoleonico vi è una lapide in bronzo che riporta il nome, Anders Trulson, con l'indicazione dell'anno di nascita 1874 e di morte 1911.

La tomba del pittore svedese, insieme ad altre lapidi con le sole iniziali, rappresentano una delle tracce tangibili presenti nel piccolo paese di un periodo esaltante per la scuola artistica impiantata in Abruzzo dal maestro danese Kristian Zahrtmann.