Salta al contenuto principale
x

Fagioli di Paganica (Presidio Slow Food)

La coltivazione di questo legume richiede molta manodopera, per questo il suo futuro è legato a un motivato gruppo di giovani coltivatori che crede nella sua produzione, anche con il sostegno del Presidio Slow Food.
I fagioli di Paganica, importati dalla Francia, hanno rivestito un ruolo importante nell’alimentazione delle popolazioni locali, quando la loro coltivazione era estremamente diffusa. Venivano adoperati per minestre, insalate, pasta o macinati per la farina. La classica coltura impalcata con canne o frasche copre tutta l’area del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga; si semina in tarda primavera e si raccoglie a mano a fine estate. Del fagiolo di Paganica esistono due ecotipi, entrambi con fiore bianco e rampicanti fino a due metri di altezza se sostenuti da pali in legno. L’unica differenza è il colore del seme: il fagiolo a pane (o “a olio”) è tra il beige e il nocciola e ha un occhio centrale, mentre il fagiolo bianco (“a pisello”) è appunto bianco avorio e leggermente più tondo. Quest'ultimo è più tenero rispetto a quello “a olio”, che conserva maggiore sapore dopo la cottura. Entrambi sono molto buoni conditi con olio extra vergine, sale e pepe o nella tipica zuppa con guanciale e pane casereccio.
 

42.3595833, 13.4711051