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La costa dei Trabocchi

Fra le peculiarità esclusive della costa teatina, le più note e pittoresche sono le curiose "macchine da pesca" del suo tratto meridionale: i celebri e celebrati trabocchi. I trabocchi sono antiche attrezzature, in legno, fisse da pesca, somiglianti a palafitte, che si sviluppano perpendicolarmente rispetto alla costa. La loro struttura è formata da assi e travi ancorati sugli scogli. Sulle travi poggia una passerella in legno che conduce ad una piattaforma da cui dipartono dei pali leggeri, detti antenne, alle cui estremità sono fissati gli angoli della rete. In un giorno di mare in burrasca, queste spettacolari macchine da pesca stupiscono per la capacità di resistere alle mareggiate nonostante l'aspetto fragile e precario. La loro origine non ha dati certi. Si può ipotizzare che la loro nascita sia derivata dall'esigenza di pescare senza scendere in mare, intuendo che era più facile pescare stando in piedi o seduti su una passerella collegata alla terraferma. Sono oltre trenta le strutture che punteggiano questo tratto di costa.

L’itinerario ha come punto di partenza Vasto Marina. Si percorre la SS.16 posta a breve distanza dal litorale, che qui inizia ad assumere aspetti caratteristici e diversi rispetto alla bella spiaggia vastese di sabbia fine e dorata: si susseguono baie e calette, di sabbia o di ciottoli e sassi bianchi con scogliere di suggestiva bellezza. Trave, Casarza, Cungarelle, San Nicola, Canale, Vignola sono alcune delle località che meritano di essere frequentate per la limpidezza dell’acqua e per i panorami che offrono. Le baie sono facilmente raggiungibili dagli accessi che sono lungo la statale. In questi luoghi si trovano anche i caratteristici “Trabocchi”. A Punta Penna, possiamo deviare per raggiungere il porto dove sul molo vi sono diversi trabocchi e possiamo fermarci alla attigua Riserva Naturale di Punta Aderci che offre suggestivi scenari che vanno dall’ampia spiaggia sabbiosa, considerata tra le più belle d’Italia, al promontorio di Punta Aderci. Riprendiamo il viaggio sulla SS.16 e dopo Casalbordino arriviamo al litorale di Torino di Sangro. Qui troviamo il trabocco “Punta Le Morge”, facilmente raggiungibile dalla spiaggia Le Morge. Da Fossacesia Marina a San Vito Marina la strada statale si snoda a breve distanza dal mare lungo una costa frastagliata con baie, calette e spiagge anche di ciottoli. Anche qui la costa è resa ancora più interessante dai “trabocchi”. A Fossacesia, si può visitare il "trabocco Pesce Palombo" e “Punta Rocciosa”. A Rocca San Giovanni si scorgono i trabocchi "Punta Cavalluccio", "Punta Tufano", “Punta Isolata”, “Sasso della Cajana” e “Punta Punciosa”.
Poco prima di giungere a San Vito Chietino troviamo Villa Italia, una casa rustica in cui soggiornò D’Annunzio nell’estate del 1889 insieme a Barbara Leoni, la “bella romana” che fu sua musa e compagna per cinque anni. Ed è proprio in questi luoghi che D’Annunzio ambientò l'ultima parte del romanzo del "Trionfo della Morte". Il promontorio dannunziano è il miglior luogo panoramico della zona e un facile sentiero scende giù verso il mare e porta a qualche decina di metri dal "trabocco del Turchino", uno dei più importanti dell'intero tratto di costa, recentemente ristrutturato. Sempre a San Vito, troviamo i trabocchi “Valle Grotte”, “Punta Fornace”, ”San Giacomo”, “Lupone”, “Punta del Porto”. Superato San Vito, dopo pochi chilometri, giungiamo a Ortona, che sorge su un promontorio (m.72 slm) da cui domina il mare; dalla passeggiata detta “Orientale” si gode un ampio panorama sull’Adriatico e sulla costa abruzzese e molisana. Anche il litorale ortonese, esteso circa 20 Km, si presenta con un susseguirsi ininterrotto di golfi, insenature, promontori, spiaggette, scogliere per terminare, a nord, con le ampie spiagge sabbiose di Lido Riccio e Foro. Ortona è un centro di antichissima origine, fu villaggio italico abitato dai Frentani nel X sec. a.C. Tra i monumenti più notevoli della città ricordiamo la Cattedrale di San Tommaso (sec. XIII), con grandioso portale del 1312 di Nicola Mancini, ricostruito minuziosamente dopo le distruzioni della II guerra mondiale. Nella cripta, si conservano le Ossa dell’Apostolo e la pietra tombale in calcedonio recata in Ortona insieme alle Reliquie. Da vedere anche l’antica sagrestia – sec. XV -, le Cappelle del SS. Sacramento e di S. Tommaso, un bassorilievo in pietra (sec.XV) rappresentante l’incredulità del Santo e gli affreschi della cupola. Il Castello Aragonese, sec.XV, il Palazzo Farnese – sec.XVI , sede del Museo Civico, della Biblioteca e della Pinacoteca Cascella. Nelle splendide sale di Palazzo Corvo è ospitato il Museo Musicale Tostiano. Sempre a Palazzo Corvo, si trova l’Enoteca Regionale Abruzzese. Nel complesso del convento di S. Anna, è accolto il Museo della Battaglia che ripercorre tutte le fasi dell’ultimo conflitto bellico del 1943. Il centro storico racchiude due interessanti rioni: Terravecchia, che costituisce il nucleo originario della città con viuzze strette, e Terranova, con impianto viario ortogonale a maglie larghe, tipico del Rinascimento spagnolo. A sud del centro urbano, vi è il Cimitero Canadese di Guerra, dove riposano le spoglie di 1615 soldati caduti nell'ultima guerra mondiale.

Naturalmente oltre Ortona meritano di essere visitati tutti i borghi e le città - S.Vito Chietino, Fossacesia, Rocca San Giovanni, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto, San Salvo- che si affacciano e si riflettono nelle acque limpide dai colori cangianti dell’Adriatico, che sono veri scrigni d’arte, luoghi in cui aleggia il fascino del loro passato millenario. Castelli, chiese, palazzi, musei svelano la loro storia.

(foto 7, Vasto vista dal mare, foto di maury3001, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=54771122)


 

 

Praticabile in: Autunno Inverno Primavera Estate

Punto di Partenza: Vasto (CH)

Punto di Arrivo: Ortona (CH)

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