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Stazione Sciistica:

Rivisondoli

Rivisondoli si affaccia da oriente, in posizione dominante, sull'altopiano del Prato ad un'altitudine media di 1.365 s.l.m. E' al centro della "Regione degli Altipiani Maggiori d'Abruzzo", in ambiente naturale di grande suggestione, tra le cime innevate dei monti che delimitano le due grandi aree protette del Parco Nazionale d'Abruzzo e della Majella. La parte più antica, ancora ben conservata, presenta una struttura urbana raccolta, con case strette l'una all'altra, su un sistema viario reticolare originario fatto di stradine e scalinate che salgono fino alla sommità del paese.
A nord-ovest verso il Piano delle Cinque Miglia, è identificabile ancora una cinta muraria (case a schiera) difensiva dell'antico insediamento. Nel centro storico sono presenti alcune emergenze architettoniche di pregio:  il palazzo baronale, con la prospiciente chiesetta di S. Anna e la bella chiesa del Suffragio, settecentesca.
La  località, rinomata da tempo per gli sport invernali, è una stazione sciistica  tra le più importanti in Abruzzo, porta d'accesso ad un comprensorio  di prim'ordine  nel panorama dello sci  in Italia. Gli impianti di risalita di Monte Pratello (m.1390-m.2056), con la cabinovia ad agganciamento automatico, tre seggiovie, tre skilifts e un tapis roulant, servono 35 Km. di piste di notevole sviluppo, alcune omologate per competizioni nazionali ed internazionali. Con Pizzalto e l'Aremogna di Roccaraso gli impianti del Pratello danno vita ad un carosello di 110 Km di piste perfettamente attrezzate per tutti i diversi livelli di difficoltà. La località dispone di ottima ricettività alberghiera e di ambienti accoglienti per il doposci. Nel periodo delle feste natalizie Rivisondoli diventa palcoscenico naturale per il "Presepe Vivente" più antico e conosciuto d'Italia (la prima edizione venne realizzata  nel 1951),  una manifestazione di rilievo, unica nel suo genere, con grande partecipazione popolare. Si svolge puntualmente ogni anno,  il 5 gennaio alle ore 18.00, in località Piè Lucente, in uno scenario montano da fiaba. Il Bambino Gesù è l'ultimo nato del comprensorio, la Madonna viene scelta  con una specifica selezione, la figura di San Giuseppe viene rappresentata da un cittadino del paese.
Per maggiori informazioni: http://roccaraso.net/
 

Rivisondoli Roccaraso impianti

Rivisondoli Roccaraso piste

Area Stazione Sciistica:
Altopiano delle 5 Miglia
Altitudine:
1320
Provincia:
L'Aquila

Il nucleo storico ancora ben identificabile,anche attraverso l'ubicazione delle porte che consentivano l'accesso al borgo (ancora visibili Porta Antonetta, quattrocentesca, e quella nei pressi di Palazzo Sardi) ha prevalentemente una struttura urbana raccolta, con case che s'affacciano su un sistema viario reticolare originario, fatto di stradine e scalinate, tipico dei sec.

Il Santuario conserva una miracolosa immagine della Madonna col Bambino (bassorilievo in pietra). Fu eretto alla fine del XVI secolo nel luogo in cui, secondo la tradizione, l’effigie della Vergine, trasportata da terre lontane, divenne così pesante da non poter essere più rimossa.

Il Bosco, formato prevalentemente da faggi, comprende anche aceri di specie diverse, opalo (di monte e campestre), nocciolo, cerro e il sorbo montano. Ad alte quote i boschi di querce lasciano il posto a una vegetazione più fredda, fatta di ornielli e carpini. A queste quote si trovano anche il Tiglio e il Maggiociondolo (quello della leggenda della gigantesca Maja).

Il Rasino è un ruscello che tocca le radici del colle, sopra cui sorge Roccaraso, che prima fu detto, perciò, Rocca del Rasino, poi Rocca del Raso e attualmente Roccaraso.I sigilli municipali ricordano la stessa origine. In uno del 1683 vi sono tre torri con un ruscello che fluisce alla base la scritta "Universitas Terre Rocce Rasini".

La Basilica, l'antica Collegiata, è tra le chiese più interessanti d'Abruzzo. Sorge dove dall’XI secolo preesisteva un nucleo religioso. Fu riedificata nel 1466 con configurazione a 5 navate, dopo il terremoto del 1456.

La Chiesa rinascimentale di San Giovanni Battista, nell'omonima via, ha un bel portale del 1532 con terminazione a timpano triangolare e con un architrave scolpito, sul quale un piccolo bassorilievo rappresenta il martirio di San Giovanni. I battenti originali sono del 1536. Il rosone rappresenta un caso unico di conservazione a Pescocostanzo.

Il Palazzo Fanzago (1626-1642), così denominato in riferimento al suo progettista Cosimo Fanzago (bergamasco), era destinato a sede del monastero delle Clarisse di S. Scolastica.

Luogo anticamente considerato sacro e dedicato a Giove, il Bosco di Sant'Antonio è una delle più belle faggete d'Abruzzo. Si estende per 17 ettari tra le dorsali del Monte Pizzalto e del Monte Rotella. Offre un incredibile scenario di faggi secolari dalle forme bizzarre, ma sono presenti nell'area anche l'Acero campestre, il Pero selvatico, il Ciliegio il Carpine nero, il Tasso.

Il Sacrario Nazionale Mauriziano di Pescocostanzo è situato nella parte alta del centro abitato in località Carpineto a 1.482 m. di quota.

La Chiesa di San Rocco fu eretta nel 1656, come atto votivo dei cittadini scampati alla peste. Dall’epigrafe posta sul portale si deduce che, nell’anno 1743, i Roccolani rinnovarono i loro voti al Santo.E’ l’unico fabbricato scampato alla furia dell’ultima guerra.

Costruiti intorno al 1800 con armatura in legno di faggio, pioppo e materiale in lega, in occasione della costruzione del tronco ferroviario Sulmona-Carpinone. Solo nel 1950 furono abbattuti per essere ricostruiti in cemento armato e ferro. Hanno una altezza di circa trenta metri.

Statua lignea, conservata nella Chiesa madre di Roccaraso, mostra addirittura ricordi michelangioleschi. Da V.Mariani "Sculture lignee in Abruzzo", pag.17, Bergamo, s.d.

Chiesa rupestre del XII/XIII secolo (grotta-eremo), si apre a 1.266 m slm ai piedi di una rupe che s'affaccia sul Quarto Grande, alle pendici del monte Pizzalto, di fronte a Colle Riina dove sono state rinvenute tombe longobarde.

Ricoperto da magnifici boschi ideali per scampagnate, il Monte Tocco si raggiunge in auto fino a Pietransieri (Km.4) e poi a piedi dopo agevoli alture erbose, lungo una carrareccia ci si inoltra nel bosco fino a raggiungere la vetta.

Il Monte Secine ha forma tronco-conica ed è parzialmente ricoperto di faggi. Questa meta si raggiunge solo a piedi, con l'auto si arriva fino a Pietransieri, frazione di Roccaraso, e a piedi si raggiunge la Piana Selvareccia e più su Fonte Cernaie.

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